Il dolore durante i rapporti sessuali, chiamato dispareunia, è un’esperienza molto più comune di quanto si pensi, ma anche una delle meno raccontate.
Per molte donne – soprattutto giovani donne – sentire dolore durante la penetrazione viene ancora descritto come “normale”, “psicologico” o qualcosa da sopportare, ma non è assolutamente così.
È importante chiarirlo fin da subito: il rapporto sessuale, se consenziente, non dovrebbe provocare dolore. Quando il dolore è presente, il corpo sta segnalando una disfunzione che merita ascolto e cura.
Cos’è la dispareunia
La dispareunia è definita come un dolore persistente o ricorrente durante il rapporto sessuale penetrativo.
Può comparire all’inizio della penetrazione, dispareunia superficiale, durante il rapporto come sensazione di sfregamento e/o bruciore, e in profondità, con determinate posizioni o movimenti – dispareunia profonda.
La letteratura scientifica riconosce la dispareunia come una condizione multifattoriale, che coinvolge muscoli, sistema nervoso, ipomobilità uterina, strutture viscerali e, in alcuni casi, fattori ormonali o cicatriziali.
Dispareunia superficiale e profonda: qual è la differenza
Comprendere dove si manifesta il dolore è fondamentale per individuarne la causa.
Dispareunia superficiale: dolore all’ingresso vaginale
La dispareunia superficiale si manifesta al tentativo di penetrazione, nei primi centimetri dell’ingresso vaginale, spesso come bruciore, taglio, pizzicore o senso di blocco.
Numerosi studi indicano che le donne che lamentano una dispareunia superficiale, quindi un dolore all’entrata vaginale, spesso abbiano problematiche di ipertono del pavimento pelvico. Ovvero una muscolatura che:
- rimane costantemente in tensione,
- fatica a rilassarsi,
- può reagire al contatto con una contrazione difensiva (vaginismo).
Il rilassamento del pavimento pelvico è invece essenziale durante il rapporto sessuale. Quando questo non avviene, il dolore diventa una risposta prevedibile del corpo.
La ricerca scientifica mostra come la fisioterapia del pavimento pelvico sia efficace nel ridurre il dolore superficiale, migliorando il controllo muscolare e la percezione corporea.
Dispareunia profonda: dolore in profondità
La dispareunia profonda, invece, si manifesta durante la penetrazione profonda, in alcune posizioni specifiche, spesso come dolore sordo, trafittivo o crampiforme.
Molto spesso questa condizione è dovuta a problematiche di ridotta mobilità dell’utero, rigidità dei tessuti di sospensione uterina e alterazioni della zona lombo-sacrale.
Pertanto, quando il collo dell’utero viene sollecitato e i tessuti non sono mobili, il corpo può reagire con dolore. Questa risposta dolorosa può a sua volta generare una iperattivazione riflessa del pavimento pelvico, creando un circolo vizioso:
dolore → tensione → più dolore.
Studi clinici dimostrano che intervenire sulla mobilità uterina e pelvica, insieme al lavoro muscolare, riduce significativamente la dispareunia profonda.
Il ruolo del pavimento pelvico nella dispareunia
Il pavimento pelvico è un sistema complesso di muscoli che sostiene gli organi pelvici, partecipa alla funzione sessuale e che risponde allo stress e alle emozioni.
Sul suo ruolo, la letteratura scientifica conferma che l’ipertono pelvico è frequentemente associato a dispareunia, pertanto la riabilitazione pelvica può ridurne il dolore e migliorare la funzione sessuale.
Tecniche manuali, rieducazione neuromuscolare e il massaggio perineale sono efficaci. Il trattamento più efficace della dispareunia è multidisciplinare, ovvero integra più interventi, tra i quali:
- La fisioterapia del pavimento pelvico (riabilitazione), che consente di ridurre la tensione muscolare, migliorare la mobilità uterina e la capacità di rilassamento, aumentare la consapevolezza corporea, interrompendo quindi il circolo dolore-contrazione.
- L’approccio osteopatico, che lavora sulla mobilità del bacino e della zona lombo-sacrale, del diaframma, sulla funzionalità viscerale e del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico)
- L’educazione corporea e sessuale, la quale, attraverso la comprensione sul funzionamento del nostro corpo, permette di ridurre la paura, migliorare i risultati del trattamento e restituire fiducia nella propria sessualità.
Un approccio integrato è efficace anche in donne con condizioni complesse (come endometriosi o post-trattamenti oncologici).
Tutto ciò conferma che il dolore ai rapporti non è “nella testa”, ma ha basi biologiche e funzionali perfettamente trattabili con il giusto approccio!
Il dolore ai rapporti non va normalizzato – un messaggio importante per chi legge
Se provi dolore durante i rapporti non stai esagerando, non è colpa tua e tantomeno è qualcosa che devi sopportare. Esistono percorsi di cura mirati e professionisti formati per aiutarti.
Dire a una donna che “è normale sentire dolore” può portare a ritardare la diagnosi, aumentare la paura del rapporto, nonché creare una relazione negativa con il proprio corpo e con la propria sessualità.
La sessualità non dovrebbe essere associata a sofferenza: il dolore è un segnale, non una condizione da accettare.
Nota importante: rivolgiti sempre al tuo ginecologo per escludere patologie e affidati a una fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico per una valutazione personalizzata.
Dove ricevo
Ricevo su appuntamento nelle sedi di Viterbo, Roma e Bologna, dove accompagno le mie pazienti in percorsi personalizzati dedicati alla salute femminile, alla riabilitazione del pavimento pelvico e al benessere globale.
Ogni incontro è uno spazio di ascolto, accoglienza e cura, pensato per aiutare ogni donna a ritrovare equilibrio e consapevolezza del proprio corpo.
Per informazioni o per prenotare una consulenza, scrivimi tramite Whatsapp: ti risponderà la mia segretaria per fissare una prima visita insieme.


