Una delle domande che mi viene posta più spesso dalle donne che si rivolgono a me per un problema di ipertono del pavimento pelvico è: “Devo smettere di fare sport?”
La risposta, almeno nella maggior parte dei casi, è no.
Anzi, molto spesso il movimento rappresenta una parte fondamentale del percorso di recupero.
Purtroppo esiste ancora la convinzione che, in presenza di dolore pelvico, tensione muscolare, vulvodinia o dolore durante i rapporti, sia necessario evitare qualsiasi attività fisica. In realtà, il problema raramente è lo sport in sé, ma più spesso è il modo in cui il corpo si muove, gestisce le pressioni e reagisce al carico.
Cos’è l’ipertono del pavimento pelvico
L’ipertono pelvico è una condizione in cui i muscoli del pavimento pelvico rimangono in uno stato di contrazione eccessiva e persistente, perdendo la capacità di rilassarsi in modo efficace.
Molte donne immaginano il pavimento pelvico come un muscolo “debole” da rinforzare. In realtà, quando è presente un ipertono, il problema è spesso opposto: i muscoli stanno lavorando troppo e non riescono a lasciarsi andare.
Questo può causare sintomi come:
- dolore durante i rapporti sessuali (dispaurenia);
- dolore pelvico cronico;
- vulvodinia;
- cistiti ricorrenti o sintomi urinari persistenti;
- difficoltà nell’evacuazione;
- sensazione di tensione o rigidità nella zona perineale.
In questo contesto, è naturale chiedersi se l’attività fisica possa peggiorare la situazione.
Il vero problema non è lo sport, ma come il corpo lo affronta
Nel mio lavoro cerco sempre di trasmettere un concetto fondamentale: il movimento non è il nemico del pavimento pelvico.
Il nostro corpo è progettato per muoversi.
Quando una donna sviluppa un ipertono, spesso il sistema nervoso entra in una sorta di modalità di protezione permanente. I muscoli si irrigidiscono, il respiro diventa più superficiale e il corpo perde gradualmente la capacità di alternare tensione e rilassamento.
Eliminare completamente il movimento rischia di peggiorare questa situazione.
La sedentarietà può infatti favorire ulteriori rigidità, ridurre la mobilità del bacino, alterare la respirazione e aumentare la percezione del dolore.
Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, il mio obiettivo non è togliere il movimento dalla vita della paziente, ma insegnarle a muoversi meglio.
Ci sono sport da evitare?
Dipende. Ogni donna è diversa e ogni pavimento pelvico ha una storia diversa.
Non è tanto lo sport praticato a fare la differenza, quanto il modo in cui ci si allena. Alcune abitudini, come trattenere il respiro durante l’esercizio, spingere eccessivamente con l’addome, contrarre volontariamente il pavimento pelvico o mantenere gli addominali sempre in tensione, possono aumentare il carico su questa struttura. Se ripetuti nel tempo, questi comportamenti possono favorire la comparsa o il peggioramento dei sintomi legati al pavimento pelvico.
Quindi il problema non è la corsa, il cross training o il sollevamento pesi, ma il fatto che il corpo non sia ancora in grado di gestire correttamente quelle richieste.
In una prima fase risulteranno particolarmente utili tutte le attività che favoriscono consapevolezza corporea, mobilità e controllo respiratorio di rieducazione; il tutto associato ad una riabilitazione ed una rieducazione del pavimento pelvico, al quale deve essere insegnato a lavorare in sinergia con gli altri muscoli durante l’attività fisica, distribuendo quindi il carico di lavoro, favorendo una migliore gestione delle tensioni.
È importante sottolineare che non esiste uno sport “magico” valido per tutte.
La scelta deve sempre partire dalla persona, nonché dalle sue preferenze, e non dalla diagnosi!
Questo perché fare ciò che ci piace e ci fa stare bene è tranquillamente possibile, al massimo va adattato alle esigenze di quel momento. Il lavoro terapeutico serve proprio a costruire le basi affinché la donna possa tornare gradualmente alle attività che ama.
Non eliminare il movimento, ma educarlo
Una delle cose che osservo più frequentemente è la paura.
Paura di peggiorare il dolore.
Paura di allenarsi.
Paura di fare un movimento sbagliato.
Paura di tornare a vivere il proprio corpo.
Comprendo perfettamente queste sensazioni, soprattutto quando il dolore è presente da mesi o anni.
Tuttavia, il mio obiettivo è aiutare le donne a ritrovare fiducia nel proprio corpo. Per questo motivo integro:
- riabilitazione del pavimento pelvico
- osteopatia
- educazione al movimento consapevole
- lavoro respiratorio
- strategie per la gestione delle pressioni addominali
Non voglio semplicemente ridurre i sintomi, ma desidero restituire alla donna libertà di movimento e qualità di vita e rendere l’attività fisica parte integrante del percorso di miglioramento.
Quindi: con l’ipertono si può fare sport?
Nella maggior parte dei casi sì, il movimento rappresenta spesso una parte fondamentale del percorso terapeutico.
Ciò che conta è scegliere l’attività giusta, nel momento giusto, e imparare ad ascoltare il proprio corpo senza vivere ogni movimento come una minaccia – o come una sconfitta.
Il benessere del pavimento pelvico non nasce dall’immobilità, ma dalla capacità di alternare forza, elasticità, coordinazione e rilassamento.
Un movimento guidato correttamente può diventare uno degli alleati più preziosi per raggiungere questo equilibrio.
Dove ricevo
Ricevo su appuntamento nelle sedi di Viterbo e Bologna, dove accompagno le mie pazienti in percorsi personalizzati dedicati alla salute femminile, alla riabilitazione del pavimento pelvico e al benessere globale.
Ogni incontro è uno spazio di ascolto, accoglienza e cura, pensato per aiutare ogni donna a ritrovare equilibrio e consapevolezza del proprio corpo.
Per informazioni o per prenotare una consulenza, scrivimi tramite Whatsapp: ti risponderà la mia segretaria per fissare una prima visita insieme.