Nel mio lavoro incontro spesso donne che arrivano in studio pensando che il pavimento pelvico sia qualcosa di cui preoccuparsi solo in presenza di dolore. In realtà, la salute pelvica è molto più complessa e coinvolge funzioni fondamentali come la continenza, il supporto degli organi interni, la sessualità e la gestione delle pressioni addominali.
Quando si parla di disfunzioni pelviche, si sente nominare spesso l’ipertono – e ne abbiamo parlato molto nei vecchi articoli. Ma esiste una condizione altrettanto importante: l’ipotono del pavimento pelvico.
Se hai la sensazione che il tuo corpo “non sostenga più come prima”, se hai notato perdite urinarie o una sensazione di peso nella zona pelvica, sappi che non è qualcosa che devi semplicemente accettare!
Cos’è l’ipotono del pavimento pelvico
Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che chiude inferiormente il bacino e sostiene organi come vescica, utero e retto.
Quando parliamo di ipotono del pavimento pelvico, ci riferiamo a una condizione in cui questa muscolatura ha perso parte della sua capacità di sostenere, contrarsi e rispondere correttamente agli aumenti di pressione che avvengono durante le normali attività quotidiane.
Non significa necessariamente avere muscoli “deboli”. Più correttamente, significa che il sistema ha perso una parte della sua efficienza e della sua capacità di lavorare in sinergia con addome, diaframma e colonna vertebrale.
Quali sono i sintomi dell’ipotono del pavimento pelvico?
I sintomi dell’ipotono plevico possono comparire gradualmente e inizialmente essere molto lievi. Proprio per questo motivo, molte donne tendono a considerarli normali o inevitabili.
Tra i segnali più frequenti troviamo le perdite involontarie di urina quando si tossisce, si ride, si starnutisce o si pratica attività fisica. Alcune donne riferiscono una sensazione di peso o di “qualcosa che scende” a livello vaginale, soprattutto alla fine della giornata o dopo aver trascorso molte ore in piedi. Possono comparire anche difficoltà nel trattenere gas intestinali, sensazione di svuotamento incompleto, stitichezza o una ridotta percezione durante i rapporti sessuali (stessi sinonimi che possiamo trovare anche in presenza di ipertono, per questo è sempre importante fare una valutazione in presenza del pavimento pelvico prima di iniziare qualsiasi tipo di esercizio specifico).
In alcuni casi, la donna può avvertire una generale sensazione di instabilità del bacino o una difficoltà nel controllare il corpo durante determinati movimenti.
Perché si sviluppa l’ipotono pelvico?
L’ipotono del pavimento pelvico è spesso il risultato di più fattori che si sommano nel corso della vita.
La gravidanza e il parto rappresentano sicuramente eventi importanti, ma non sono gli unici. Anche i cambiamenti ormonali della menopausa, l’invecchiamento fisiologico dei tessuti, alcuni interventi chirurgici, la sedentarietà o l’aumento cronico della pressione addominale dovuto a stitichezza o tosse persistente possono influenzare il funzionamento del pavimento pelvico.
Inoltre, è importante ricordare che non tutte le donne che hanno partorito sviluppano un ipotono e che questa condizione può comparire anche in donne giovani e nullipare.
Le conseguenze fisiche sono pesanti, ma non sono le uniche: l’ipotono può avere conseguenze emotive e sociali.
Molte donne, infatti, iniziano a modificare le proprie abitudini senza quasi accorgersene. Rinunciano a correre o a fare sport, evitano di ridere troppo, cercano sempre un bagno nelle vicinanze e limitano alcune attività per paura delle perdite urinarie.
Altre convivono con una costante sensazione di disagio o di imbarazzo che finisce per influenzare anche la sfera sessuale e la percezione del proprio corpo.
La frase che sento più spesso è: “pensavo fosse normale, soprattutto dopo una gravidanza.”
In realtà, alcuni cambiamenti del corpo sono fisiologici, ma convivere con sintomi che limitano la qualità della vita non dovrebbe mai essere considerato inevitabile.
Il pavimento pelvico non lavora da solo
Uno degli aspetti che cerco sempre di spiegare alle mie pazienti è che il pavimento pelvico non è un muscolo isolato: lavora in stretta relazione con il diaframma, con l’addome, con i muscoli posturali e con il movimento di tutto il corpo.
Per questo motivo, ridurre tutto ai famosi esercizi di Kegel rischia di essere limitante se non addirittura disfunzionale. Ogni donna è diversa e ogni pavimento pelvico ha una storia diversa, quindi prima di rinforzare, è importante capire come quella muscolatura sta lavorando e se è presente una corretta coordinazione con il resto del corpo.
Ascoltare il corpo nella sua globalità
Nel mio lavoro come fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico e osteopata, cerco sempre di partire dalla persona e non soltanto dal sintomo.
L’obiettivo non è semplicemente “rinforzare”, ma aiutare il corpo a ritrovare una funzione più armonica, attraverso la riabilitazione pelvica, con l’approccio osteopatico e con l’educazione al movimento consapevole.
Valuto il modo in cui il corpo gestisce le pressioni, la respirazione, la postura e le eventuali tensioni che possono influenzare il corretto funzionamento del sistema pelvico.
Se hai notato perdite urinarie, una sensazione di peso pelvico o altri cambiamenti che stanno influenzando la tua quotidianità, non pensare che sia qualcosa da sopportare o che “con l’età sia normale”.
Prendersi cura del pavimento pelvico significa prendersi cura della propria qualità di vita, ma anche ricordarsi che chiedere aiuto non è mai esagerato: è un atto di ascolto e di cura verso sé stesse.
Dove ricevo
Ricevo su appuntamento nelle sedi di Viterbo e Bologna, dove accompagno le mie pazienti in percorsi personalizzati dedicati alla salute femminile, alla riabilitazione del pavimento pelvico e al benessere globale.
Ogni incontro è uno spazio di ascolto, accoglienza e cura, pensato per aiutare ogni donna a ritrovare equilibrio e consapevolezza del proprio corpo.
Per informazioni o per prenotare una consulenza, scrivimi tramite Whatsapp: ti risponderà la mia segretaria per fissare una prima visita insieme.